HortonPlains

A STORY OF A LONELY JOURNEY

ATARASSIA

Just a Moment

La vita non è fatta di minuti, ore, giorni, settimane,
mesi, o anni, ma di attimi.

- Sarah Breathnach

1 day ago

Treehouse Living

1 day ago

It’s you, it’s you, it’s all for you

Ero ubriaco di passione. _ era mia. Non ero stato io a dirlo, ma lei. Potevo toccare la faccia, baciarle gli occhi, le braccia, vestirla, stropicciarla a mio piacere. Nel mio delirio la mordevo là dove la pelle restava scoperta. Avrei voluto macchiarvi le mie iniziali. E in quella selvatichezza infantile riscoprivo l’antico significato dei tatuaggi. Avrei voluto baciarle i seni. Ma non osavo chiederglielo, pensando che me li avrebbe offerto spontaneamente.
Col passare dei giorni, ormai ero abituato a gustare la sua bocca, e non miravo ad altre delizie.

La mia felicità era un castello di sabbia. Ma nel nostro caso, poiché la marea non si verificava ad ore fisse seguitavo a sperare che rifluisse il più tardi possibile.

Dopo un po’ mi disse: devi andartene, non devi tornare mai più.
Ma io ero lo spettatore che non vuole andarsene perchè il finale non gli piace.
Ciò che causa la felicita di alcuni può costituire l’infelicità di altri.

Mast Brothers Chocolate

4 days ago

Immagino la sua vita come una piramide, un iceberg di cui vedo solo la punta, la punta minuscola, ma sotto la superficie la piramide si allarga, si allarga verso il basso e nel passato, sempre più indietro, tutta la vita le sta sotto, le sta dentro, le mille cose che le sono successe, e il risultato è quel momento, quel secondo in cui mi ha sorriso.Credo che sia questo a farmi paura: la casualità di tutto.

Andandomene mi sembrava di abbandonarlo, di passar la vita, giorno dopo giorno, a abbandonare la gente.

The Secret Life of Heroes

5 days ago

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
Non il loro peso
a te ho nascosto tutto.

Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello vulcano che ci orientava il sonno.

Ti spargerò nell’aria dopo l’acquazzone
all’ora dell’arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

Il contrario di uno - Erri De Luca