HortonPlains

A STORY OF A LONELY JOURNEY
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Guardare i maestri della ceramica fare il loro lavoro è incredibilmente rilassante.

Che cos’è l’arte?

Spero di stare un mese con i miei amici e grazie alla loro compagnia salutare e affettuosa, ritrovare la pace e l’equilibrio, un cuore meno tormentato e una disposizione d’animo più serena. Ho uno strano desiderio delle grandi cose semplici e primordiali, come il mare che sento per me madre come la terra. mi sembra che tutti noi si guardi molto la natura ma che non le si viva abbastanza vicini.

De Profundis - Oscar Wilde

Dire #ComeUnaRagazza è spesso un insulto, un duro colpo contro ogni adolescente.
E poiché il resto della pubertà non è una semplice passeggiata, è facile vedere che ha enorme impatto sulla fiducia in se stessi.

Forse mi ostino nella ricerca di ciò che non potrebbe devastarmi il cuore.
Non credo di poter tollerare ancora per molto questo silenzio costruito
e scriverti è un po’ come annullarlo.
In realtà è solo un palliativo.
Sono confusa. Tanto. E tu non credi neanche a questo.
Sono fuggita. E l’ho fatto perché ti ho sentito troppo.
Ho sempre creduto che la maledettissima somiglianza tra me e te sia una
crudele forza che attrae e respinge allo stesso tempo
Per quanto abbiamo piacevolmente sguazzato in questo splendido gioco
malsano, prima o poi sarebbe crollato.
Ed ora è un po’ come avere scoperto le carte, come dici tu e questo
prevede mettersi in discussione, ed io non l’ho voluto fare.
Sai bene che per tempo ho sentito il nulla ed è facile arenarsi a questa
sensazione anestetizzante e farsi scivolare ogni cosa.
Capirai bene il mio rifiuto dei tuoi giustissimi discorsi riguardo il
mio modo (discutibile) di condurre la mia vita.
Lo sapevo, hai sempre avuto ragione, ma non volevo sentirmelo dire.
Comprenderai come fosse stato semplice chiudere occhi, mente e cuore e
lanciarsi in un qualcosa di facilmente dimenticabile.
E non pensare che questo sia, per me, motivo di gioia. E’ un dramma, un
disagio.
E’ fastidioso quando invece avverti quel poco difficilmente
dimenticabile che ti molesta ogni pensiero.
Ho frequentato ambienti alieni a me, ho conosciuto persone che non mi
avrebbero attratto per nessun motivo al mondo.
Perché non lo volevo.
So che dentro ho tanto ma ne sono maledettamente gelosa e forse
presuntuosa per poterlo condividere o prostituire ai più.
Eppure con te, con un lento stillicidio, lo stavo facendo.
Ma forse il tempo con noi non può esistere, fagocitiamo tutto con ansia
o dilatiamo una piccolezza fino alla massima tensione.
E poi è stato come svegliarsi d’improvviso su una scialuppa in mare
aperto ed agitato, e siamo finiti col capovolgerla.
So di essere stata crudelmente chiusa, rigida e severa con te e so che
ho sempre indossato una corazza.
Per difendermi o per abitudine, non sono le motivazioni a poterti
interessare.
Ma tu lo sai che hai saputo guardare dalle feritoie dell’armatura.
E sai anche quanto mi abbia fermata e destabilizzata questa cosa.
Chiediti perché io stia ancora qui a scriverti e chiediti perché cavolo
fatichi così tanto a starti lontana.
E’ una mancanza acuta, troppo precisa e pungente.
Di quelle che non possono essere compensate con gli abbracci dei più o
le parole che,
come nella maggior parte delle volte, non sono quelle di cui ho bisogno.
Ho troppe immagini e sensazioni che non mi danno pace e tu oggi hai
scritto che io faccio del finto romanticismo!
Non so neanche cosa significhi la parola romanticismo, ma so che quello
squarcio a volte non mi dà pace.
E allo steso tempo sono fondamentalmente incapace di dare spazio o
definizione a situazioni
per il timore e l’incapacità di scegliere, di decidere, di provare.
A volte mi chiedo in questi mesi di allontanamento tu dove sia stato e
perché e ti detesto con ogni cellula del mio corpo.
Ti ho chiesto di rimanere. Di capirci qualcosa insieme. Ti ho implorato.
Lo so che non potevi ma ho difficoltà ad accettarlo. Sono
incredibilmente egoista, lo so.
I ricordi più belli con te, sono quelli che non ho mai conosciuto.
E nulla mi dà tregua.
Vorrei abbracciarti.
F.

THE FIRST SLAP

La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.

Carl Gustav Jung